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Mauro Crocetta
non intende recuperare il logoro clichè del romanzo meridionalista, ma, meno
ambiziosamente, ripercorrere la propria memoria e proiettarla in un ambito che
gli è stato a lungo familiare: quello dei cafoni del Sud. Non v’è
dubbio che tutti gli ingredienti del mondo contadino meridionale qui si
ripetono, trasposti in forma narrativa (e riferiti alla zona dauna di
Trinitapoli, di cui l’autore è originario) non senza concessioni
all’elemento folcloristico, difficilmente isolabile dal contesto trattato. Ne
risulta una <vita> esemplare di rappresentanti delle classi subalterne
meridionali nel periodo fra le due guerre, i quali, nella lotta per la
sopravvivenza, esprimono da un lato la conservazione di valori antichi,
dall’altro l’incerto affiorare di una coscienza sociale che tarda ad
incanalarsi in efficienti forme organizzative, pur tra moti di ira e fremiti di
ribellione.
Cap. II del romanzo Storia di Cafoni - Quaderni del sud - Lacaita Editore - 1982 - Manduria |